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Pulice: sequestrati 4 milioni di beni

I sigilli sono scattati a cinque società e a un’impresa individuale del settore delle costruzioni tutte di fatto riconducili all’attuale collaboratore di giustizia Gennaro Pulice, esponente apicale delle cosche di Lamezia “Iannazzo e Cannizzaro-Daponte”. I beni sono stimati in 4 milioni di euro e sono riconducibile anche alla moglie e ad alcuni imprenditori operanti nel campo delle costruzioni, considerati suoi prestanome. In particolare, tra le società oggetto del provvedimento figura la “Costruzioni Generali s.r.l.”, affidataria, in sub-appalto, di lavori per la realizzazione del “raddoppio” della linea ferroviaria ligure Andora (SV) – San Lorenzo (IM).

La Polizia di Stato ha proceduto ai sequestri in più città italiane tra Catanzaro, Lamezia Terme, ma anche in Lombardia, Piemonte ed Abbruzzo. Pulice ormai collaboratore di giustizia, ha ammesso di aver comprato un permesso B in Ticino pagando la mediazione di una terza persona. È stato condannato in primo grado lo scorso 15 febbraio a 8 anni di carcere per associazione mafiosa, grazie a una riduzione. Ora attende il giudizio per l'omicidio di un fotografo nel 1996. La sentenza è stata spostata il 29 marzo di circa un mese. Il pubblico ministero ha chiesto una pena di 10 anni di carcere. Prima del suo arresto scatto nel maggio del 2015, ^stata accertata anche la capacità di Pulice di interagire con imprenditori le cui attività produttive vivevano periodi di difficoltà economica che venivano superate grazie all’immissione dei capitali nella disponibilità dello stesso cosicché essi divenivano, di fatto “prestanomi” di quest’ultimo. In Ticino Pulice aveva costituito società, fiduciarie e possedeva anche dei bar.