MATTIA PACELLA

La scheda
Mattia Pacella
Nome: Mattia Pacella
In poche parole...
Lettore, camminatore e naturalmente giornalista. Queste forse le tre parole che mi caratterizzano maggiormente. Ma partiamo dal lettore, beh che dire, la sera prima di dormire ci deve sempre essere un buon libro ad accompagnarmi, che alla fine è sempre più di uno. La mia fidanzata ha paura che a casa le mensole possano cadere da un momento all'altro. Ma questo è un altro problema. Veniamo al camminatore, una delle mie passioni più grandi. Dalle vette del Cantone si può vedere davvero tutto il mondo e si mettono in ordine i pensieri. E chi dice grazie delle passeggiate è soprattutto il mio cane Django, sempre il primo della fila. C'è poi un'altra grande passione che è anche la mia professione: il giornalismo. Ci sono giunto 3 anni fa quando avevo 28 anni. Prima ho fatto esperienze come assistente di Scienze Politiche all'Università di Losanna , dove ho anche studiato. E poi all'Osservatorio della vita politica. Dopo quell'arricchente esperienza fuori cantone ho voluto "sporcarmi le mani" con i fatti. Come si dice in gergo vivere in prima persona il cantone: la sua politica, la sua cronaca e la sua società, cercando di raccontarlo tutti giorni, al minuto 58 di ogni ora.
I miei ultimi post

Il diario di mezzogiorno

Ancora Fiamme in Ticino, bruciano i boschi sopra Gordola e anche a Gordemo. Fiamme anche in Val Vigezzo vicino al confine. 


Identificato l'uomo morto martedì scorso alla Stazione di Albate Camerlata, si tratta di un cittadino italo-svizzero residente a Milano.


Patente di guida. In Ticino si boccia di più. Colpa dei maestri improvvisati. "C'è bisogno di un cambio di mentalità" spiegano dal TCS.


Cambia l’allenatore il Chiasso ultimo in classifica ma preoccupano i problemi finanziari della società. 


Parla Lisa Bosia Mirra

Lisa Bosia Mirra, è la prima volta che si esprime sulla vicenda, il Ministero Pubblico ha emesso un decreto d’accusa non riconoscendo le attenuanti umanitarie. La difesa ha detto che farà ricorso. Cosa ci può dire, come si sente?  

"Sono sconcertata, perché la Procura non ha accettato il memoriale di difesa, e quindi si è andati diretti verso una condanna senza tener conto di nessuna attenuante umanitaria. E questo lascia presagire che c'è un clima politico delicato che riguarda il tema dei migranti oltre che di giustizia."

Se dovesse essere condannata in via definitiva si dimetterà dal Gran Consiglio? 

"Per ora no, sempre che non me lo chieda il partito. Io ho comunque la certezza assoluta di poter contare sui miei elettori, loro sapevano benissimo di cosa mi sarei occupata. Poi come detto degli aspetti più istituzionali valuteremo nelle sedi più opportune e nel partito."


Qui l'intervista completa



Reati finanziari: preoccupa il riciclaggio con bitcoin

Nel rapporto della Sezione dei Reati Economici e Finanziari (REF) presentato oggi emerge anche il pericolo che deriva dai bitcoin, il denaro del web. "Un caso di riciclaggio con questo genere di monete virtuali - ci ha confermato il Commissario capo della Polizia Cantonale Fabio Tasso - riguarda anche il Ticino. "Certo questo non è tanto, ma per noi è importante perché stiamo utilizzando il caso come studio, ci serve infatti per migliorare le conoscenze e le tecniche informative in materia. Sono dell'avviso - conclude Tasso - che sempre più sentiremo parlare di questo genere di monete virtuali."


Gli altri dati

Per quanto riguarda gli altri dati della REF, dal 2010 al 2015 sono 11% in meno di inchieste aperte dalla sezione dei Reati Economici della Polizia cantonale, che si attestano a 173. L'anno passato in tutto  la sezione ha proceduto a 17 arresti (28 nel 2015) mentre a fine anno le inchieste ancora aperte ammontano a ben 253. Se però diminuiscono gli incarti non diminuiscono i reati in Ticino, spiega Tasso. "Noi abbiamo chiesto al Ministero pubblico di comunicarci solo quelli urgenti perché al momento abbiamo troppo arretrati, circa il lavoro di 2 anni".

Alcune attività in cifre:

• 172 perquisizioni sia domiciliari che presso uffici di varia natura

• 85 inchieste nelle quali sono state fornite alla Magistratura dettagliate informazioni di polizia su persone o società inquisite

• 26 inchieste che hanno richiesto complesse e approfondite ricostruzioni finanziarie

• 38 inchieste minori per cui le indagini di Polizia hanno permesso ai Magistrati di decidere in merito alle denunce sporte

• 468 interrogatori di persone coinvolte a vario titolo nei procedimenti penali

• 17 persone arrestate a vario titolo nei procedimenti penali


Di stretta attualità anche la questione delle  cassette di sicurezza da parte di società e privati che intendono sfuggire alle nuove regole bancarie. La criminalità economica, ma anche quella organizzata, spinte dagli accresciuti controlli a livello internazionale sulla circolazione del denaro attraverso i canali bancari classici, da tempo utilizzano il potenziale offerto da Internet perché molto più difficilmente tracciabile.

Inoltre, anche lo scorso anno sono emerse truffe ai danni delle assicurazioni sociali e di quelle private. Infine, un’accresciuta collaborazione con l’Ufficio dei fallimenti ha permesso di migliorare la lotta ai fallimenti fraudolenti, molto presente in Ticino come anche in altri cantoni svizzeri. "Questo tema è importante 

Pulice: sequestrati 4 milioni di beni

I sigilli sono scattati a cinque società e a un’impresa individuale del settore delle costruzioni tutte di fatto riconducili all’attuale collaboratore di giustizia Gennaro Pulice, esponente apicale delle cosche di Lamezia “Iannazzo e Cannizzaro-Daponte”. I beni sono stimati in 4 milioni di euro e sono riconducibile anche alla moglie e ad alcuni imprenditori operanti nel campo delle costruzioni, considerati suoi prestanome. In particolare, tra le società oggetto del provvedimento figura la “Costruzioni Generali s.r.l.”, affidataria, in sub-appalto, di lavori per la realizzazione del “raddoppio” della linea ferroviaria ligure Andora (SV) – San Lorenzo (IM).

La Polizia di Stato ha proceduto ai sequestri in più città italiane tra Catanzaro, Lamezia Terme, ma anche in Lombardia, Piemonte ed Abbruzzo. Pulice ormai collaboratore di giustizia, ha ammesso di aver comprato un permesso B in Ticino pagando la mediazione di una terza persona. È stato condannato in primo grado lo scorso 15 febbraio a 8 anni di carcere per associazione mafiosa, grazie a una riduzione. Ora attende il giudizio per l'omicidio di un fotografo nel 1996. La sentenza è stata spostata il 29 marzo di circa un mese. Il pubblico ministero ha chiesto una pena di 10 anni di carcere. Prima del suo arresto scatto nel maggio del 2015, ^stata accertata anche la capacità di Pulice di interagire con imprenditori le cui attività produttive vivevano periodi di difficoltà economica che venivano superate grazie all’immissione dei capitali nella disponibilità dello stesso cosicché essi divenivano, di fatto “prestanomi” di quest’ultimo. In Ticino Pulice aveva costituito società, fiduciarie e possedeva anche dei bar.


Il diario di mezzogiorno


Al via questa notte la chiusura di tre valichi secondari in Ticino. Nel diario le risposte alle critiche della leghista Roberta Pantani.


Giornata di elezioni domani. Tre comuni alle urne. Ma occhi puntati su Bellinzona.


Giornata mondiale per la consapevolezza dell'Autismo. Ancora molto da fare anche in Ticino ci dice l'esperto.


Il tennis. Sarà ancora Federer contro Nadal nella finale dei master 1000 di Miami


Sequestro record di Fentanyl in Ticino

Il suo nome è Fentanyl, è una nuova droga, un pericoloso oppiaceo sintetico che con minime quantità può portare alla morte. Il suo utilizzo è soprattutto conosciuto in Nord America e nell’Est Europeo e per la prima volta ora si è scoperto anche il Ticino. Si tratta di un medicinale comunemente usato in medicina, ma le dosi sono suddivise in microgrammi e quindi il corretto dosaggio da parte dei consumatori risulta tutt’altro che scontato. Il Fentanyl è 50 volte più potente dell’eroina, e 100 volte della morfina.

La droga sequestrata in Ticino stando a nostre informazioni proveniva dall'Asia. In tutto sono stati trovati 40 grammi, l'equivalente di 200 mila dosi. Un giovane cittadino svizzero è stato arrestato ed ora sotto inchiesta. “È la prima volta che troviamo sul nostro territorio la sostanza. Già in altre occasioni era stata trovata in altri cantoni elvetici, ma questo è fino ad ora il record assoluto di sequestro di Fentanyl in Svizzera” ci dice il commissario capo Andrea Lurati. "Un sequestro ingente, anche se la droga probabilmente non era tutta destinata alla piazza luganese, perché comunque non vi è una richiesta così importante, spiega ancora Lurati. "Il fenomeno per ora infatti rimane di nicchia. Questo quindi non significa che il Ticino è sommerso dal Fentnyl, tuttavia non bisogna abbassare la guardia".


Le altre inchieste ticinesi

In tutto, l'anno scorso 1500 persone sono imputate per droga in Ticino. 130 gli arrestati, 11 in più del 2015. 7 i morti per overdose, 2 in più rispetto al 2015. 7 i chili di coca e 4 quelli di eroina sequestrati. Un’inchiesta per traffico di cocaina ha permesso di arrestare una decina di persone, di cui 6 residenti in Ticino. Il traffico di stupefacenti ha interessato gran parte del territorio cantonale, dalla Leventina alla Riviera al Bellinzonese sino a raggiungere il Luganese. Nel corso dell’inchiesta è stato ricostruito che sono stati spacciati un paio di chilogrammi mentre sono stati sequestrati circa 600 grammi. In totale sono state interrogate poco meno di 100 persone quali consumatori. Un’altra inchiesta ha permesso di porre fine ad un importante traffico di cocaina da parte di cittadini nigeriani nel Luganese. Sono state arrestate quattro persone, sequestrati oltre 250 grammi di cocaina, e ricostruito un traffico superiore ai 600 grammi, venduti sotto forma di piccole dosi a numerosi acquirenti. Altre due inchieste hanno invece visto come attori principali persone di origine dominicana attive nel traffico di cocaina, in particolare nel Sopraceneri. La prima inchiesta ha permesso di sequestrare circa 1’200 grammi di cocaina con l’arresto di 9 persone; mentre la seconda ha permesso di togliere dal mercato quasi 600 grammi di cocaina e di arrestare 4 persone. Il fenomeno dello spaccio di eroina al dettaglio da parte di gruppi di etnia albanese è proseguito anche nel 2016. In quest’ambito sono stati arrestati una decina gli spacciatori con il sequestro di 3 chili di stupefacente. La Legge Federale sugli stupefacenti prevede la procedura della multa disciplinare canapa che permette in determinate circostanze di sanzionare con una multa di 100 franchi il consumo e il possesso fino a 10 grammi di canapa e derivati da parte di maggiorenni. Nel 2016 ne sono state comminate 737 (742 nel 2015).


Già 100 dipendenti via da BSI in un anno

A partire da maggio partiranno 100 dei 450 licenziamenti (da qui al 2019) annunciati da EFG negli scorsi mesi, e toccheranno la sede di BSI in Ticino. Lo ha annunciato oggi dalle colonne del Corriere del Ticino la responsabile dell'Associazione impiegati di banca Ticino Natalia Ferrara. Ma già a partire dello scandalo 1mdb nel maggio scorso, secondo nostre informazioni sono state molte le partenze, oltre un centinaio in tutto, solo 60 negli ultimi tre mesi. E la conferma arriva anche da Natalia Ferrara. Qui la sua intervista

"2 o 3 lettere anonime al giorno"

“Se continuerà, sporgerò denuncia contro ignoti”. Sono circa una ventina le lettere anonime ricevute negli ultimi giorni dal presidente PPD. La denuncia (la seconda in pochi giorni) è stata fatta su Facebook dallo stesso Fiorenzo Dadò dove ha scritto “senza leggerle le passiamo direttamente al tepore del fuocherello”. La situazione fa comunque pensare visto che è aumentata dopo la denuncia dei permessi falsi e del caso Argo one. L’intervista a Dadò


Multato per il suo rustico a Caneggio

800 franchi di multa è quanto ha inflitto il Municipio di Breggia negli scorsi mesi a O. Ribaudo, l'uomo arrestato la settimana scorsa a Como per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. La multa è stata comminata a causa di lavori non notificati nel rustico di Caneggio dove abita con moglie e una piccola figlia. Secondo nostre informazioni i lavori sarebbero stati effettuati per adibire una cantina a stanza da letto. Una procedura edilizia è ancora pendente a seguito di una domanda edilizia fatta per alcune modifiche nel rustico. 

Le autorità comunali - sempre secondo nostre informazioni - non sapevano che nei suoi confronti c'era un mandato di cattura e nemmeno che nel 2009 era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Milano sempre per reati di traffico di sostanze stupefacenti, aggravati dal “metodo mafioso”. Il Municipio si è però mobilitato e venerdì scorso, 2 giorni dopo l'arresto, ha effettuato nella scuola elementare frequentata dalla figlia piccola dell'uomo una riunione per informare dell'accaduto compagni e insegnanti.  A Chiasso aveva costituito la O.R. Costruire, il 2 aprile 2015, che come si legge sul registro di commercio era attiva nelle ristrutturazioni, ma anche nell'import-export di materiale edile. Era domiciliato in Canton Ticino con regolare permesso B dal 28 gennaio 2014.


Da Caneggio con regolare permesso B, spacciava a Palermo

O. Ribaudo viveva tranquillamente in Valle di Muggio, a Caneggio per la precisione, dove dal 28 gennaio 2014, secondo nostre informazioni, possedeva un regolare permesso B. Il 40enne palermitano era attivo in una ditta edile di Chiasso. L'uomo è stato arrestato ieri a Como e con lui sono finite in manette altre 4 persone tra Nord Italia, Calabria e Sicilia. L’operazione è stata denominata “Dead Dog”, un espressione usata dal palermitano nel dialetto siciliano "muriu u cani", per commentare un evento negativo per il gruppo criminale. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti Già nel 2009 era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Milano sempre per reati di traffico di sostanze stupefacenti, aggravati dal “metodo mafioso”. In questa nuova indagine secondo gli inquirenti è considerata la mente di un sodalizio criminale: “Era sicuramente il referente dell’organizzazione lui gestiva e organizzava i traffici di droga dal hinterland milanese alla Calabria con destinazione Palermo", ci dice la Squadra Mobile palermitana da noi raggiunto. Secondo gli inquirenti i viaggi certificati dalle intercettazioni dei corrieri della droga sono almeno 6, con tappa a Villa San Giovanni in Calabria. La sostanza poteva fruttare sino al oltre un milione di euro. 

Quando Ribaudo nel 2009 era finito nelle maglie della giustizia, era stato coinvolto nell'operazione anche Luigi Bonanno, uno dei referenti di Cosa nostra per il narcotraffico a Milano, condannato a fine anni ’90 a 22 anni di carcere nel processo Duomo Connection (poi per questioni procedurali in Cassazione aveva preso a 13 anni e 4 mesi dalla Corte di Palermo).

Oggi dunque il 40enne palermitano si era rifatto una vita in Svizzera, ed era nei radar della Polizia almeno da due anni sino a quando l’altro giorno con un escamotage è stato arrestato a Como. A Chiasso aveva costituito la O.R COSTRUIRE SA, il 02 aprile 2015, che come si legge sul registro di commercio era attiva nelle ristrutturazioni, ma anche nell'import-export di materiale edile. Il suo permesso di residenza va precisato è stato fatto prima dell'introduzione da parte del Dipartimento delle Istituzioni ticinese della richiesta del casellario giudiziale (aprile 2015) quando era semplicemente richiesta un’autocertificazione.

Inoltre nessuna comunicazione nel corso delle indagine è stata fatta da parte delle autorità italiane a quelle Svizzere. “Questo perché l’uomo era attivo in Italia con altre imprese e poi quando lo abbiamo arrestato era appunto su suolo italiano”, ci dice ancora la squadra mobile. Una vicenda che però testimonia, dopo i recenti casi Pulice e del Bellinzonese in contatto con i narcos colombiani, dell'infiltrazione criminale nel nostro Cantone.


Ticinocoin la moneta del futuro


Un titolare di un’azienda di prodotti chimici, uno chef di un ristorante gourmet, un broccante di mobili restaurati, un farmacista o un macellaio… potranno essere legati da un comune denominatore: il Ticinocoin. La criptomoneta, sorella minore dei bitcoin, presto sarà in rete, “Il mio sogno è che la Crypto Valley possa partire dal centro della Svizzera continuando giù sino a Lugano”, ci spiega Michele Fiscalini, contabile ticinese di Tenero che assieme a Claudio Rossini, programmatore di Faido, già da due anni stanno progettando sui loro PC la moneta virtuale in salsa ticinese, sorella minore del bitcoin. Il gruppo di amici è formato anche: Adriano Meyer, Marco Oro, Met Gubetini e Claudio Ghiringhelli di Loonity.

“Vogliamo ridare slancio all’economia locale, spiega Michele Fiscalini, ma non solo. Con quest’idea si vuole creare una comunità dove la linfa stessa del Ticinocoin è il ticinese che lo utilizza. Ma soprattutto sarebbe fantastico che qualche comune o amministrazione statale potesse utilizzare il ticoin”. La moneta dovrebbe essere pronta tra poche settimane, forse per inizio estate. “Per essere operativi però - ci confida Fiscalini - dobbiamo raggiungere il numero di 80 aziende disposte ad accettare e scambiare i Ticinocoin. Al momento in poche settimane sono già 20 quelle che spontaneamente si sono annunciate, e tra poco avremo un sito internet.” Sito che nel frattempo è stato messo online (www.ticinocoin.ch). Un buon risultato se si considera che fino a pochi giorni fa era attiva solo una pagina Facebook. 

FEDPOL: "Possibili attentati in Svizzera"

Oggi è stato presentato il terzo rapporto TETRA (la task force contro il terrorismo) dai dati emerge che nel 2016 il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC, l'intelligence elvetica) ha identificato, durante l'osservazione dei media sociali, 497 internauti che hanno diffuso dalla Svizzera materiale di propaganda jihadista. È inoltra aumentato (5202 nel 2016 contro 2488 nel 2014) il numero dei controlli del SIC sulle domande d'asilo per sventare una minaccia per la sicurezza interna. Lo scorso anno, il servizio informativo ha consigliato di respingere 14 richieste. Nello stesso periodo, Fedpol ha emesso 122 divieti di entrata in Svizzera. Per 107 persone c'era il sospetto che fossero terroristi o che sostenessero gruppi vietati. Attualmente il Ministero pubblico della Confederazione sta svolgendo 60 procedimenti penali nei confronti di individui che si sono uniti a organizzazioni come lo Stato islamico (Isis) o che hanno intrapreso passi in questo senso. Fin'ora il SIC ha contato 81 persone partite dalla Svizzera per la jihad, di cui 30 con passaporto confederato. Sessanta di questi casi sono stati confermati.

A pochi giorni del caso ticinese che ha coinvolto la Argo 1 la minaccia anche in Svizzera rimane elevata. “È il servizio delle attività informative della Confederazione a dirlo” – ci spiega da noi intervistata la portavoce della Fedpol Cathy Maret – “sono loro che valutano la minaccia. E ad oggi è elevata sia in Europa che in Svizzera. Lo vediamo grazie alle procedure penali aperte dal Ministero Pubblico della confederazione. Oggi sono 60 quelle in corso, tra cui il caso ticinese di cui avete parlato. Dunque la minaccia è reale e anche in Svizzera potremmo avere un attentato. Bisogna esserne coscienti.

La task force TETRA (TErrorist TRAcking, inseguimento del terrorismo) ritiene che il rischio maggiore per la Svizzera sia rappresentato da attentati a basso costo logistico, svolti da individui isolati o piccoli gruppi. Gli autori di tali atti sono principalmente persone radicalizzate nella Confederazione o di ritorno dalle regioni jihadiste.

Tutta una serie di misure verranno proposte dall'inasprimento delle leggi, come il 260ter del Codice penale sul sostegno a organizzazioni criminali. E la legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate sarà in vigore soltanto fino alla fine del 2018. SI pensa anche a un piano d'azione per prevenire l'estremismo violento. Cosa fare e cosa migliorare? Per Maret  “una delle lacune che vorremmo colmare è che la polizia possa agire prendendo delle misure prima dell'apertura formale di un’inchiesta penale. Per esempio quando una persona vuole partire per la  jihad, possiamo impedirle di partire obbligandola a presentarsi al posto di polizia o ritirandole i documenti. Questo è un pacchetto di misure che proporremo quest'anno il secondo su cui abbiamo delle lacune riguarda le misure contro il finanziamento del terrorismo”.

In questo caso la fedpol vorrà aumentare la collaborazione con banche e stati esteri. Mediante il previsto Piano d'azione per prevenire l'estremismo violento (PVE, Preventing Violent Extremism) si intende "proporre un pacchetto di misure concrete e praticabili per impedire e contrastare ogni forma di radicalizzazione", precisa un comunicato relativo al rapporto. Inoltre è prevista la realizzazione di provvedimenti di de-radicalizzazione e risocializzazione. Il piano dovrebbe essere attuato dal terzo trimestre 2017. A questo proposito la Confederazione sta valutando la possibilità di sostenere finanziariamente le istituzioni.


il diario di mezzogiorno

Respinto il ricorso di Credi Suisse sul caso evasione fiscale a Milano. Si sblocca così il ramo ticinese dell'inchiesta.


Cellula di jihadisti in Ticino si delineano i contorni dell'inchiesta. Spunta il nome del primo foreing fighters ticinese.


Carnevale: domani corteo mascherato asciutto per il Rabadan. Meteosvizzera prevedere però pioggia per martedì a Chiasso.


L’hockey. Perde ai rigori l’Ambrì, vince invece il Lugano.


IN MANETTE UN FIDUCIARIO DI LUGANO NOTO ALLA GIUSTIZIA

Due arresti per un ingente traffico d'oro tra Svizzera e Italia. A finire dietro le sbarre in Italia M.B. 58enne fiduciario residente a Lugano da tempo ma originario di Lanzo d’Intelvi. L'uomo è stato sorpreso mentre scambiava denaro proveniente dalla Svizzera con dell'oro proveniente dalla Campania. Dietro le sbarre anche un 62enne siciliano residente nel comasco. In tutto la Guardia di Finanza ha sequestrato nell'appartamento di Milano usato per lo scambio 7 chili d’oro e 270 mila euro in contanti. 

La materia prima, di provenienza illecita veniva raffinata in Svizzera e tornava sul mercato nero italiano. "L'operazione è una prima tappa di un'inchiesta più vasta", ci spiega ai nostri microfoni il maggiore delle GdF di Como Samuel Bolis. Il 58enne era finito già nelle maglie della giustizia nel 2014 in un maxi-processo per il riciclaggio di denaro tra Italia e Svizzera, quando era stato condannato l'ex consulente di Arner Bank N. Bravetti a 7 anni di carcere. 

"In questo nuovo caso - ci conferma il maggiore Bolis - sono svariati i passaggi di oro sul confine.Nei giorni scorsi proprio nel comasco abbiamo arrestato uno spallone che aveva con sé la materia prima diretta in Svizzera. Dal napoletano salgono carichi con 10 o 15 chili, li spartiscono in tranche più piccole in un appartamento a Milano e poi partono verso la fiduciaria di Lugano. Dopo aver verosimilmente contraffatto i documenti  la materia passa nella raffinerie ticinesi".

"Al momento nessuna indagine è stata aperta in Svizzera - spiega Bolis - perché non è stata fatta nessuna rogatoria. Ma non escludiamo di farla a breve".

"La ditta di sicurezza era idonea"

Il sindacato Unia aveva nel mirino da tempo la Argo 1 Sa, società di sicurezza il cui titolare 36enne è finito ieri in carcere, tra le altre cose per usura. Nella ditta lavorava anche il 32enne presunto reclutatore dell'ISIS arrestato sempre ieri dalla fedpol con gravi accuse a suo carico. 

Poco prima che nel 2014 l'azienda prendesse l'appalto per il centro asilanti di Camorino aveva attirato le attenzioni di più addetti ai lavori. Tanto che poco meno di un anno fa era stata segnalata da Unia alla Commissione paritetica della sicurezza, tra le altre cose perché i dipendenti venivano sottopagati e pagati in nero. Perché dunque la scelta del DSS (che ha fornito l'appalto) è ricaduta su questa ditta? 

Per il ministro Paolo Beltraminelli: "i tempi erano stretti e dunque si è scelto di optare per un mandato diretto", spiega ai nostri microfoni. "I miei collaboratori hanno valutato che la ditta fosse idonea ed a poi lavorato bene tanto da ricevere delle attestazioni dai comuni interessati". Il ministro infine spiega di non essere a conoscenza della segnalazione dei sindacati. Il destino sembra però segnato, visto che stando sempre a Unia, il rischio di fallimento è dietro l'angolo. Alla ditta è subito stato tolto l'incarico.  Qui l'intervista a Paolo Beltraminelli...