MATTIA PACELLA

La scheda
Mattia Pacella
Nome: Mattia Pacella
In poche parole...
Lettore, camminatore e naturalmente giornalista. Queste forse le tre parole che mi caratterizzano maggiormente. Ma partiamo dal lettore, beh che dire, la sera prima di dormire ci deve sempre essere un buon libro ad accompagnarmi, che alla fine è sempre più di uno. La mia fidanzata ha paura che a casa le mensole possano cadere da un momento all'altro. Ma questo è un altro problema. Veniamo al camminatore, una delle mie passioni più grandi. Dalle vette del Cantone si può vedere davvero tutto il mondo e si mettono in ordine i pensieri. E chi dice grazie delle passeggiate è soprattutto il mio cane Django, sempre il primo della fila. C'è poi un'altra grande passione che è anche la mia professione: il giornalismo. Ci sono giunto 3 anni fa quando avevo 28 anni. Prima ho fatto esperienze come assistente di Scienze Politiche all'Università di Losanna , dove ho anche studiato. E poi all'Osservatorio della vita politica. Dopo quell'arricchente esperienza fuori cantone ho voluto "sporcarmi le mani" con i fatti. Come si dice in gergo vivere in prima persona il cantone: la sua politica, la sua cronaca e la sua società, cercando di raccontarlo tutti giorni, al minuto 58 di ogni ora.
I miei ultimi post

Attentato a Manchester l'analisi di Stefano Piazza

Stefano Piazza, imprenditore, esperto di sicurezza e autore del libro Allarme Europa, non è ancora arrivata la rivendicazione, però alcune riflessioni si possono fare. L'attacco è terroristico e ad opera di un kamikaze. Un attacco ad alcune settimane dai fatti di Londra perché Manchester?

La Città di Manchester è già salita alla ribalta negli anni scorsi e anche recentemente per la presenza di numerosi predicatori salafiti che predicano indisturbati. L'Inghilterra ha dato alla jihad globale almeno 1500 combattenti che negli ultimi anni hanno raggiunto la Siria e l'Iraq. Molti di loro stanno tornando. Ultimamente la propaganda ha alzato il tiro nei confronti di Inghilterra, Germania Francia e Belgio. Ormai la partita militare in Siraq è persa dunque si chiede di colpire nei paesi d'origine. Oggi è stato colpito un simbolo, un momento di gioia.


Qui l'intervista integrale.


"Tratta non pericolosa. E i camionisti elvetici sottostanno a molti controlli"

Tre incidenti in un anno, 7 i morti sulla medesima tratta di autostrada a Quinto. Ancora presto per capire le cause. L'inchiesta è in corso. L'ufficio federale delle strade ha confermato che le segnalazioni luminose (introdotte a seguito dei due incidenti dell'anno passato) erano attive. Oggi arriva il cordoglio anche del presidente dell'Associazioni trasportatori Sezione Ticino Waldo Bernasconi. 

"La nostra associazione è  molto dispiaciuta per questo dramma" - spiega Bernasconi - "noi ricordiamo di mantenere i limiti di velocità e la distanza giusta tra i camion, però naturalmente in questi incidenti non è da escludere niente, né un malanno, né una disattenzione".

Tratta pericolosa?

"No, per nulla, io ci sono passato il giorno prima, ci sono le segnalazioni. Bisogna solo naturalmente adattare la velocità alle condizioni della strada. Questo è importante".

Il fattore stanchezza per un camionista è importante, cosa ci dice al riguardo?

" Dapprima bisogna verificare se è un veicolo a cui sono richiesti i controlli del tachigrafo, io non ho ancora visto se era un veicolo semi-pesante dove non ci sono questi mezzi di controlli. Poi è nel caso di ieri si tratta di un autista svizzero e di una ditta svizzera, soggetto ai controlli della polizia anche presso le aziende per i tempi di lavoro e di riposo. Quindi non è un camion straniero con controlli differenti. Qui si tratta di veicoli soggetti al collaudo anche una volta all'anno. Per ora è molto difficile da determinare la cause".


Procura: inizia il toto nomi

Dopo la pubblicazione sul foglio ufficiale di inizio mese del bando è iniziato il toto nomi per la successione a John Noseda. A inizio settimana si è appreso che il sostituto procuratore generale Antonio Perugini si è detto disponibile a candidarsi per il posto di procuratore generale, vacante dal 30 giugno 2018, quando Noseda dovrà lasciare per raggiunti limiti d'età. 

Ma il ventaglio di possibili candidature si allarga. Secondo indiscrezioni potrebbero essere almeno altri due, per ora, i papabili interni alla procura. I più probabili potrebbero essere la pp Fiorenza Bergomi, da 16 anni al Ministero Pubblico e Andrea Pagani, in carica dal giugno 2008, entrambi in quota PLR. Ma le bocche naturalmente rimangono cucite.

Oltre alla scelta interna si fa largo anche l'ipotesi di un nome esterno alla Procura. Il primo è l'ex procuratore pubblico, e ora responsabile del servizio giuridico della BSI, nonché presidente del CdA del Casinò di Lugano, Emanuele Stauffer. "Ho sentito che il mio nome circola, ma per ora non posso dirvi niente. Se volete possiamo sentirci a fine mese", ci ha detto da noi contattato Stauffer. 

L'altro nome che si fa strada è quello dell'avvocato Pierluigi Pasi, che dalla sua vanta una lunga esperienza come capo del Ministero pubblico della Confederazione di Lugano, da lui creato con mandato da Berna e diretto a partire dal 2003 (sino al 2015), e come procuratore in vasti procedimenti di riciclaggio e di criminalità economica. Anch'egli al momento non commenta la notizia.

Intanto il Ministero Pubblico è in un periodo di importanti cambiamenti. A fine giugno lascerà la carica Nicola Corti, multato proprio in questi giorni, con un importo di 3 mila, a causa della lettera infuocata di dimissioni. A novembre lascerà invece la pp Roberta Arnold. Inoltre, il 5 maggio è stata nominata la sostituta procuratrice supplente Cinzia Luzzi, che prende il posto la pp Francesca Lanz, assente per motivi personali. 

Nelle prossime settimane dovrebbe poi essere presentato il messaggio del Governo relativo a un nuovo procuratore supplente straordinario che rafforzerà per uno o due anni l'organico, e si occuperà di reati finanziari. Questo in attesa della grande riforma giustizia 2018, ancora in discussione nelle stanze di Palazzo. Di tutto ciò dovrà occuparsi il nuovo capo della Procura ticinese. Il periodo di nomina va dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2020. Oltre a questi nomi si potranno aggiungere sino alla scadenza del 31 maggio sicuramente altre candidature, alcune molto altisonanti per il panorama  cantonale.

"Basta appalti a ditte in odor di Mafia"

Torna alla carica il Consigliere nazionale Ppd, nonché presidente di Aiti, Fabio Regazzi, con una nuova interrogazione sul tema infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Lo fa a poche settimana dalla risposta del Consiglio Federale a un'altra sua interrogazione definita dallo stesso Regazzi "deludente". 

Pochi giorni fa la ditta Condotte-Cossi è stata esclusa da un appalto da 100 milioni per opere da capomastro e pavimentazione sulla A2 tra Airolo e Quinto. La ditta - una multinazionale italiana ma attiva da anni in Svizzera - è già stata al centro di vicende giudiziarie in Italia (anche per accuse legate alla mafia). Nel 2008, in piena gara di appalto Alptransit, a Condotte viene ritirato in Italia il certificato antimafia (in piena gara d’appalto al Ceneri) e qualche anno dopo in Calabria 5 manager della Condotte sono arrestati con l'accusa di associazione mafiosa per la caduta di un tunnel stradale in fase di esecuzione sulla Salerno-Reggio Calabria. Nel 2016 invece un suo manager è stato coinvolto nelle indagini sul terzo valico tra Liguria e Lombardia. Il presidente del Consorzio Condotte-Cossi risulta inoltre indagato in Italia per turbativa d’asta nell'ambito di un appalto da 68 mio. 

Nonostante l'esclusione dall'appalto, Fabio Regazzi non si ferma e chiede al Governo che sia fatto qualcosa per combattere il fenomeno infiltrazioni nel suo insieme.

"Si certo, ci dice Regazzi, il pericolo non è solo relativo a questo appalto perché ormai il fenomeno sta sempre più prendendo piede in Svizzera. Il Consorzio Condotte-Cossi ad esempio ha vinto molti appalti. Ad esso sono stati assegnati i lavori nel 2009 per lo scavo della Galleria di base del Ceneri (1 mia. e 71 mio. CHF); nel 2015 quello del tunnel dell'Albula II, (255 mio. CHF); nel 2017 l'appalto per Armasuisse sul Ceneri, (10 mio circa); e potrei andare avanti", conclude Regazzi.

Ma ora cosa si può fare di concreto?

"Bisogna prevedere ad esempio nella legge sugli acquisti pubblici, che tra l'altro è in revisione a livello federale, una norma che consente di escludere  aziende i cui manager sono implicati in procedimenti penali, anche gravi come ad esempio l'associazione a delinquere di stampo mafioso o turbativa d'asta negli appalti pubblici, etc. Quindi una sorta certificazione per cui l'azienda che concorre non ha nessun tipo di coinvolgimento in procedure penali sia in Svizzera che all'estero".

"Anche in Ticino si vieti la distribuzione del Corano"

Il Dipartimento della sicurezza del Canton Zurigo forte di una perizia giuridica e delle informazioni raccolte dai servizi d’informazione aveva raccomandato negli scorsi giorni ai Comuni del Cantone di vietare l’azione del gruppo salafita “ Die wahre Religion” che con il suo progetto “Lies” che distribuisce copie del Corano per le strade. La questione ha fatto discutere molto negli scorsi giorni. E ora alcuni deputati di PLR, Lega e UDC chiedono la stessa cosa al Governo ticinese. Il primo firmatario dell'interrogazione è il plr andrea Giudici. che pone le seguenti questioni al  Consiglio di Stato; 


1. Se intende vietare le attività di tutti i gruppi di predicazione islamista nel nostro Cantone, visto che le loro azioni hanno il solo scopo di reclutare affiliati, incitandoli a sostenere attività illegali: in particolare “Die wahre Religion” e il suo progetto “ LIES!”, We Love Muhammad”, “IMAN” e “ KORAN gratis”.


2. Se intende intervenire affinché la Confederazione, attraverso il SEM (Segretariato di Stato della migrazione), vada a emanare un divieto di entrata nel nostro Cantone nei confronti di Ibrahim Abou Nagie, Bilal Gümüs, Pierre Vogel, Sertac Odabas e Amir El Shamy, tutti legati a questi gruppi ?


3. Come valuta inoltre il CdS (anche alla luce dell’operazione di polizia di pochi mesi fa che ha coinvolto oltre 100 poliziotti) il fenomeno del radicalismo in Ticino? Ritiene di tenere questo pericolo sotto controllo?


Pulice condannato a 10 anni

Gennaro Pulice nuovamente condannato in Italia. Il collaboratore di giustizia ed ex killer della ndrangheta è stato condannato oggi a 10 anni per un omicidio nel 1996. In Ticino Pulice aveva aperto alcune società attraverso le quali voleva riciclare 45 milioni. 

Arrestato a Lamezia Terme nel maggio 2015, aveva spiegato agli inquirenti italiani di avere versato una mazzetta attraverso un intermediario, per ottenere un permesso B. Avrebbe dunque corrotto un funzionario del cantone anche se al momento non si è scoperto il suo nome. Il pentito è già stato condannato dal Tribunale di Catanzaro per mafia lo scorso febbraio a 8 anni di carcere.

"Campagna deludente, Le Pen aggressiva e arrogante, Macron un po' evanescente ma competente"

Domani il verdetto finale per le presidenziali in Francia. Nella notte hackerate la mail di Macron. Il commento a questa campagna sempre più accesa del direttore del CdT Fabio Pontiggia.

Il diario di mezzogiorno

Presidenziali in Francia domani il verdetto finale. Nella notte hackerate la mail di Macron. Nel notiziario il commento del direttore del CdT Fabio Pontiggia


BSI nel mirino delle autorità italiane. Avviato un procedimento per la chiusura delle filiali a Milano e Como  


Scendiamo in piazza per la Posta. I sindacati chiamano all'adunata a Bellinzona contro la privatizzazione del gigante giallo.


Il calcio. Domani gara da tutto esaurito a Cornaredo per Lugano - Basilea.


Il diario di mezzogiorno

Ancora Fiamme in Ticino, bruciano i boschi sopra Gordola e anche a Gordemo. Fiamme anche in Val Vigezzo vicino al confine. 


Identificato l'uomo morto martedì scorso alla Stazione di Albate Camerlata, si tratta di un cittadino italo-svizzero residente a Milano.


Patente di guida. In Ticino si boccia di più. Colpa dei maestri improvvisati. "C'è bisogno di un cambio di mentalità" spiegano dal TCS.


Cambia l’allenatore il Chiasso ultimo in classifica ma preoccupano i problemi finanziari della società. 


Parla Lisa Bosia Mirra

Lisa Bosia Mirra, è la prima volta che si esprime sulla vicenda, il Ministero Pubblico ha emesso un decreto d’accusa non riconoscendo le attenuanti umanitarie. La difesa ha detto che farà ricorso. Cosa ci può dire, come si sente?  

"Sono sconcertata, perché la Procura non ha accettato il memoriale di difesa, e quindi si è andati diretti verso una condanna senza tener conto di nessuna attenuante umanitaria. E questo lascia presagire che c'è un clima politico delicato che riguarda il tema dei migranti oltre che di giustizia."

Se dovesse essere condannata in via definitiva si dimetterà dal Gran Consiglio? 

"Per ora no, sempre che non me lo chieda il partito. Io ho comunque la certezza assoluta di poter contare sui miei elettori, loro sapevano benissimo di cosa mi sarei occupata. Poi come detto degli aspetti più istituzionali valuteremo nelle sedi più opportune e nel partito."


Qui l'intervista completa



Reati finanziari: preoccupa il riciclaggio con bitcoin

Nel rapporto della Sezione dei Reati Economici e Finanziari (REF) presentato oggi emerge anche il pericolo che deriva dai bitcoin, il denaro del web. "Un caso di riciclaggio con questo genere di monete virtuali - ci ha confermato il Commissario capo della Polizia Cantonale Fabio Tasso - riguarda anche il Ticino. "Certo questo non è tanto, ma per noi è importante perché stiamo utilizzando il caso come studio, ci serve infatti per migliorare le conoscenze e le tecniche informative in materia. Sono dell'avviso - conclude Tasso - che sempre più sentiremo parlare di questo genere di monete virtuali."


Gli altri dati

Per quanto riguarda gli altri dati della REF, dal 2010 al 2015 sono 11% in meno di inchieste aperte dalla sezione dei Reati Economici della Polizia cantonale, che si attestano a 173. L'anno passato in tutto  la sezione ha proceduto a 17 arresti (28 nel 2015) mentre a fine anno le inchieste ancora aperte ammontano a ben 253. Se però diminuiscono gli incarti non diminuiscono i reati in Ticino, spiega Tasso. "Noi abbiamo chiesto al Ministero pubblico di comunicarci solo quelli urgenti perché al momento abbiamo troppo arretrati, circa il lavoro di 2 anni".

Alcune attività in cifre:

• 172 perquisizioni sia domiciliari che presso uffici di varia natura

• 85 inchieste nelle quali sono state fornite alla Magistratura dettagliate informazioni di polizia su persone o società inquisite

• 26 inchieste che hanno richiesto complesse e approfondite ricostruzioni finanziarie

• 38 inchieste minori per cui le indagini di Polizia hanno permesso ai Magistrati di decidere in merito alle denunce sporte

• 468 interrogatori di persone coinvolte a vario titolo nei procedimenti penali

• 17 persone arrestate a vario titolo nei procedimenti penali


Di stretta attualità anche la questione delle  cassette di sicurezza da parte di società e privati che intendono sfuggire alle nuove regole bancarie. La criminalità economica, ma anche quella organizzata, spinte dagli accresciuti controlli a livello internazionale sulla circolazione del denaro attraverso i canali bancari classici, da tempo utilizzano il potenziale offerto da Internet perché molto più difficilmente tracciabile.

Inoltre, anche lo scorso anno sono emerse truffe ai danni delle assicurazioni sociali e di quelle private. Infine, un’accresciuta collaborazione con l’Ufficio dei fallimenti ha permesso di migliorare la lotta ai fallimenti fraudolenti, molto presente in Ticino come anche in altri cantoni svizzeri. "Questo tema è importante 

Pulice: sequestrati 4 milioni di beni

I sigilli sono scattati a cinque società e a un’impresa individuale del settore delle costruzioni tutte di fatto riconducili all’attuale collaboratore di giustizia Gennaro Pulice, esponente apicale delle cosche di Lamezia “Iannazzo e Cannizzaro-Daponte”. I beni sono stimati in 4 milioni di euro e sono riconducibile anche alla moglie e ad alcuni imprenditori operanti nel campo delle costruzioni, considerati suoi prestanome. In particolare, tra le società oggetto del provvedimento figura la “Costruzioni Generali s.r.l.”, affidataria, in sub-appalto, di lavori per la realizzazione del “raddoppio” della linea ferroviaria ligure Andora (SV) – San Lorenzo (IM).

La Polizia di Stato ha proceduto ai sequestri in più città italiane tra Catanzaro, Lamezia Terme, ma anche in Lombardia, Piemonte ed Abbruzzo. Pulice ormai collaboratore di giustizia, ha ammesso di aver comprato un permesso B in Ticino pagando la mediazione di una terza persona. È stato condannato in primo grado lo scorso 15 febbraio a 8 anni di carcere per associazione mafiosa, grazie a una riduzione. Ora attende il giudizio per l'omicidio di un fotografo nel 1996. La sentenza è stata spostata il 29 marzo di circa un mese. Il pubblico ministero ha chiesto una pena di 10 anni di carcere. Prima del suo arresto scatto nel maggio del 2015, ^stata accertata anche la capacità di Pulice di interagire con imprenditori le cui attività produttive vivevano periodi di difficoltà economica che venivano superate grazie all’immissione dei capitali nella disponibilità dello stesso cosicché essi divenivano, di fatto “prestanomi” di quest’ultimo. In Ticino Pulice aveva costituito società, fiduciarie e possedeva anche dei bar.


Il diario di mezzogiorno


Al via questa notte la chiusura di tre valichi secondari in Ticino. Nel diario le risposte alle critiche della leghista Roberta Pantani.


Giornata di elezioni domani. Tre comuni alle urne. Ma occhi puntati su Bellinzona.


Giornata mondiale per la consapevolezza dell'Autismo. Ancora molto da fare anche in Ticino ci dice l'esperto.


Il tennis. Sarà ancora Federer contro Nadal nella finale dei master 1000 di Miami


Sequestro record di Fentanyl in Ticino

Il suo nome è Fentanyl, è una nuova droga, un pericoloso oppiaceo sintetico che con minime quantità può portare alla morte. Il suo utilizzo è soprattutto conosciuto in Nord America e nell’Est Europeo e per la prima volta ora si è scoperto anche il Ticino. Si tratta di un medicinale comunemente usato in medicina, ma le dosi sono suddivise in microgrammi e quindi il corretto dosaggio da parte dei consumatori risulta tutt’altro che scontato. Il Fentanyl è 50 volte più potente dell’eroina, e 100 volte della morfina.

La droga sequestrata in Ticino stando a nostre informazioni proveniva dall'Asia. In tutto sono stati trovati 40 grammi, l'equivalente di 200 mila dosi. Un giovane cittadino svizzero è stato arrestato ed ora sotto inchiesta. “È la prima volta che troviamo sul nostro territorio la sostanza. Già in altre occasioni era stata trovata in altri cantoni elvetici, ma questo è fino ad ora il record assoluto di sequestro di Fentanyl in Svizzera” ci dice il commissario capo Andrea Lurati. "Un sequestro ingente, anche se la droga probabilmente non era tutta destinata alla piazza luganese, perché comunque non vi è una richiesta così importante, spiega ancora Lurati. "Il fenomeno per ora infatti rimane di nicchia. Questo quindi non significa che il Ticino è sommerso dal Fentnyl, tuttavia non bisogna abbassare la guardia".


Le altre inchieste ticinesi

In tutto, l'anno scorso 1500 persone sono imputate per droga in Ticino. 130 gli arrestati, 11 in più del 2015. 7 i morti per overdose, 2 in più rispetto al 2015. 7 i chili di coca e 4 quelli di eroina sequestrati. Un’inchiesta per traffico di cocaina ha permesso di arrestare una decina di persone, di cui 6 residenti in Ticino. Il traffico di stupefacenti ha interessato gran parte del territorio cantonale, dalla Leventina alla Riviera al Bellinzonese sino a raggiungere il Luganese. Nel corso dell’inchiesta è stato ricostruito che sono stati spacciati un paio di chilogrammi mentre sono stati sequestrati circa 600 grammi. In totale sono state interrogate poco meno di 100 persone quali consumatori. Un’altra inchiesta ha permesso di porre fine ad un importante traffico di cocaina da parte di cittadini nigeriani nel Luganese. Sono state arrestate quattro persone, sequestrati oltre 250 grammi di cocaina, e ricostruito un traffico superiore ai 600 grammi, venduti sotto forma di piccole dosi a numerosi acquirenti. Altre due inchieste hanno invece visto come attori principali persone di origine dominicana attive nel traffico di cocaina, in particolare nel Sopraceneri. La prima inchiesta ha permesso di sequestrare circa 1’200 grammi di cocaina con l’arresto di 9 persone; mentre la seconda ha permesso di togliere dal mercato quasi 600 grammi di cocaina e di arrestare 4 persone. Il fenomeno dello spaccio di eroina al dettaglio da parte di gruppi di etnia albanese è proseguito anche nel 2016. In quest’ambito sono stati arrestati una decina gli spacciatori con il sequestro di 3 chili di stupefacente. La Legge Federale sugli stupefacenti prevede la procedura della multa disciplinare canapa che permette in determinate circostanze di sanzionare con una multa di 100 franchi il consumo e il possesso fino a 10 grammi di canapa e derivati da parte di maggiorenni. Nel 2016 ne sono state comminate 737 (742 nel 2015).


Già 100 dipendenti via da BSI in un anno

A partire da maggio partiranno 100 dei 450 licenziamenti (da qui al 2019) annunciati da EFG negli scorsi mesi, e toccheranno la sede di BSI in Ticino. Lo ha annunciato oggi dalle colonne del Corriere del Ticino la responsabile dell'Associazione impiegati di banca Ticino Natalia Ferrara. Ma già a partire dello scandalo 1mdb nel maggio scorso, secondo nostre informazioni sono state molte le partenze, oltre un centinaio in tutto, solo 60 negli ultimi tre mesi. E la conferma arriva anche da Natalia Ferrara. Qui la sua intervista